PALERMO. Cinque borse di studio, un laboratorio di informatica finalmente connesso a internet e un messaggio di speranza che attraversa migliaia di chilometri. Si è concluso con la cerimonia di premiazione dei cinque migliori studenti e studentesse della St. Lalibela Secondary School, nella città di Lalibela, il progetto promosso dall’associazione Primagliultimi a sostegno di una delle realtà scolastiche più fragili dell’Etiopia nord-orientale.
La cerimonia, alla quale alcuni volontari dell’associazione hanno partecipato in collegamento online, ha visto la consegna degli attestati e delle borse di studio agli studenti che si sono distinti per il loro impegno durante l’anno scolastico. Un momento semplice ma carico di emozione, che rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato nei primi mesi dell’anno, dopo un viaggio in Etiopia che ha permesso ai volontari di conoscere da vicino le difficoltà vissute quotidianamente da centinaia di giovani.
La visita alla scuola di Lalibela ha fatto emergere una realtà complessa: doppi turni per consentire a tutti di frequentare le lezioni, carenza di insegnanti, edifici scolastici inadeguati, un laboratorio informatico privo di connessione e appena un computer ogni settanta studenti. A tutto questo si aggiunge il lungo tragitto che molti ragazzi affrontano ogni giorno, camminando anche due o tre ore per raggiungere la scuola, perché le loro famiglie non possono permettersi l’affitto di una stanza in città.
Da quella esperienza è nata la decisione di intervenire concretamente. Tornata a Palermo, Federica Magi, presidente dell’associazione Primagliultimi, ha proposto ai soci un progetto articolato in tre azioni: sostenere economicamente la scuola per dotare il laboratorio informatico della connessione internet e potenziare l’infrastruttura digitale; istituire cinque borse di studio destinate agli studenti più meritevoli; verificare la possibilità di creare un percorso che consentisse ai diplomati della scuola di accedere all’Università degli Studi di Palermo attraverso borse di studio e servizi di accoglienza.
Se i primi due obiettivi sono stati pienamente raggiunti, il terzo si è invece scontrato con ostacoli normativi difficili da superare. Dopo diversi incontri con rappresentanti dell’Ateneo palermitano e un lungo confronto con gli uffici competenti, è emerso che gli studenti stranieri devono presentare domanda di preiscrizione tramite Universitaly e ottenere un visto dimostrando di possedere risorse economiche comprese tra i 6 e i 10 mila euro per il proprio mantenimento. Una cifra irraggiungibile per la maggior parte delle famiglie etiopi.
Nonostante questo limite, il progetto ha prodotto risultati concreti. Il laboratorio informatico dispone oggi della connessione internet necessaria per migliorare la qualità della didattica e cinque giovani potranno affrontare il prossimo anno scolastico con un sostegno economico che alleggerirà il peso delle spese.

«Le nostre borse di studio sono soltanto una goccia nell’oceano rispetto agli oltre 1.100 studenti della scuola – afferma Federica Magi, presidente di Primagliultimi – ma speriamo che possano rappresentare un incoraggiamento per tutti, dimostrando che l’impegno, la costanza e il merito possono essere riconosciuti. Per i ragazzi premiati non si tratta di un cambiamento radicale della loro vita, ma del raggiungimento di un traguardo importante e di un aiuto concreto per continuare gli studi con maggiore serenità».
Per Magi, «l’obiettivo è dimostrare che, quando una comunità sceglie di investire nell’istruzione, anche un piccolo contributo può fare la differenza. Ogni studente che riesce a proseguire il proprio percorso di studi rappresenta una speranza in più per il futuro del suo Paese».
Un piccolo gesto che, in un contesto segnato da profonde disuguaglianze educative, assume il valore di un investimento sul futuro. Perché, anche quando le opportunità sembrano lontane, l’istruzione continua a rappresentare la strada più concreta verso il riscatto.