Abbiamo conosciuto Habib alla fine del mese di novembre del 2018, quando è nato il progetto “Adozione a vicinanza”, con il quale ci proponevamo di sostenere economicamente e umanamente dei giovani migranti africani residenti a Palermo che si trovavano in difficoltà per via dei provvedimenti sull’immigrazione adottati con il decreto sicurezza di quell’anno.
Habib T. frequentava il liceo francese quando è partito dalla Guinea Conakry e aveva già vissuto sulla propria pelle le conseguenze delle divisioni del suo paese, afflitto da conflitti etnici, fame e povertà. Dopo un viaggio lungo e drammatico è arrivato in Sicilia ancora minorenne. Il desiderio di studiare e vivere serenamente è stato la molla che l’ha spinto a lasciare il suo mondo, la sua famiglia, gli amici e ad affrontare un viaggio terribile e lunghissimo.
A settembre 2018, è stato iscritto al liceo Regina Marfgerita di Palermo, ma a fine ottobre ha interrotto la frequenza perché una volta diventato maggiorenne, ha perso diritto ad essere ospitato nel centro di accoglienza di Bolognetta.
Il nostro primo obiettivo è stato quindi di trovargli una sistemazione confortevole e sicura perché potesse riprendere gli studi. Nel 2021, Habib ha potuto realizzare il suo sogno riuscendo a diplomarsi al liceo linguistico.

Con il nostro aiuto e con quello dell’avv. Maria Romano è stato in grado di ottenere il permesso di soggiorno, è stato curato per una malattia cronica ed è stato circondato dall’affetto di quanto lo frequentavano, perché è una bella persona, dotata di un’empatia rara.
Habib parla 4 dialetti africani, il francese, l’italiano e l’inglese, è vivace intellettualmente e culturalmente curioso. È un ragazzo calmo, sensibile, osservatore e riflessivo, con molti interessi che lo hanno portato a partecipare a molti progetti, a tavole rotonde e dibattiti.
Habib ha inoltre un discreto talento poetico e letterario. La scrittura per lui è stata molto importante per superare i traumi vissuti. In La mia scelta ha raccontato la sua storia dal momento in cui è partito da Conakry a quando è arrivato a Palermo. Il suo romanzo autobiografico ha partecipato al Concorso Dimmi,storie di migranti ed è conservato nell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve di Santo Stefano.
Ha scritto anche una ventina di poesie nelle quali esprime il suo mondo interiore. I soggetti privilegiati sono il suo paese, i traumi vissuti, l’angoscia del “viaggio”, la nostalgia per i suoi cari e per la sua terra natale, l’Italia, la terra che lo ha accolto dopo le esperienze di violenza e di brutalità che ne hanno determinato la fuga dal suo paese di origine e il suo desiderio di pace e di un mondo migliore.
Attualmente vive e lavora negli Stati Uniti. Si è sposato con una donna che ama profondamente e che gli ha dato una figlia Ayesha che lo adora.
Anche se si è trasferito negli Stati Uniti per amore, il suo cuore resta profondamente legato a Palermo e a chi lo ha aiutato.
Per lui, noi abbiamo rappresentato una seconda famiglia, nella quale si è sentito trattato come un figlio e al quale abbiamo offerto non solo il nostro sostegno economico, ma soprattutto il nostro tempo, il nostro affetto e le nostre energie.
Questa esperienza ci ha fatto capire che, seppure con mezzi modesti, si può cambiare la vita di una persona facendola sentire accettata e rispettata e, come dice Habib: gli si può dare le ali per volare.
