Progetto Etiopia

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Durante un recente viaggio in Etiopia, mio marito, Michele Buffa, Luisa Benincasa ed io abbiamo avuto modo di conoscere alcuni studenti di St. Lalibela Secondary School di Lalibela che con insistenza, ma con una gentilezza disarmante, ci hanno chiesto di comprare loro un dizionario inglese amarico perché la scuola non disponeva a sufficienza. St. Lalibela Secondary School è una delle scuole presenti in città, è attiva dal 1997 e, come si legge nella descrizione ufficiale, la sua mission è “fornire servizi educativi e produrre cittadini responsabili, impegnati e competenti che possano contribuire allo sviluppo sociale, economico e politico della città e dei suoi dintorni “. La scuola rappresenta un punto di riferimento per la comunità, dove la voglia di conoscere e apprendere supera le numerose barriere economiche e sociali.

Lalibela (15.000 ab. ca.), cittadina dell’Etiopia nord-orientale, situata a 2500 m s.l.m, sito patrimonio mondiale Unesco, è una località turistica ben nota a chi parte alla scoperta dell’Etiopia perché tra l’XI fino e il XIII secolo divenne la capitale dell’Impero etiopico medievale, ed è la più importante meta di pellegrinaggio dei fedeli della Chiesa Ortodossa Etiopica Tewahedo, ma questo luogo unico al mondo per la sua storia e per le eccezionali strutture architettoniche, interamente scavate nella roccia, è anche un centro educativo importante per la sua regione, grazie alla presenza di istituti scolastici di ogni ordine e grado. Per questo, alla fine delle lezioni, il centro della cittadina pullula di bambini/e e ragazzi/e di ogni età che invadono le strade armati di penne quaderni, desiderosi di parlare a tutti gli stranieri che incontrano.
Da ex professoressa di lingue, ho subito ceduto alla richiesta di un dizionario, ma i miei compagni di viaggio mi hanno saggiamente consigliato di consegnare il vocabolario solo ad un insegnante per evitare liti e gelosie.

Così dopo aver conosciuto la professoressa Selamawit Lalibela Moges, abbiamo chiesto un appuntamento con il preside. Il signor Nursen Hassen ci ha accolto con simpatia e ci ha descritto le condizioni in cui operano gli insegnanti di questo istituto, ma con orgoglio ci ha anche detto che alcuni alunni hanno proseguito gli studi in Gran Bretagna e in Germania. Doppi turni, carenza di insegnanti, strutture inadeguate, mancanza di supporti tecnologici (1 computer ogni 70 alunni), insomma una situazione che rende veramente difficile l’apprendimento. A questo si deve aggiungere che molti alunni, raggiungono la scuola dopo 2-3 ore di cammino perché molte famiglie non possono mettersi di pagare loro l’affitto di una stanza in città.

Pertanto, dopo il nostro colloquio con il preside, è risultato chiaro quali fossero i bisogni del suo istituto: carta per fotocopie per la segreteria (!), quaderni e penne per i ragazzi, computers per un laboratorio di informatica praticamente inesistente. Alcuni alunni presenti all’incontro, ci ha detto che non riescono a frequentare regolarmente perché non possono permettersi di affittare una stanza in città o perché devono aiutare le famiglie in campagna.

Uscendo dalla scuola, gli obiettivi del nostro intervento ci sono subito diventati chiarissimi. Si doveva pianificare un intervento di durata annuale/biennale che vertesse su:
• Istituzione borse di studio per gli alunni provenienti dalle zone rurali
• Acquisto di materiali per il potenziamento informatico della scuola
Poi, al ritorno a Palermo, un obiettivo ancora più ambizioso si è aggiunto ai precedenti: dare la possibilità agli alunni più meritevoli di intraprendere gli studi universitari in Italia grazie ai corridoi universitari. Purtroppo, però questi sono riservati solo a chi si iscrive ai corsi di laurea Magistrale, quindi grazie alla disponibilità e al supporto del prof. Schiavello, direttore del CENTRO MIGRARE dell’Università di Palermo, ci si è ripromessi di studiare un protocollo di intesa che permetta a 2 neo-diplomati all’anno di usufruire di una borsa di studio per l’iscrizione all’università di Palermo, accedere alla stanza presso il pensionato universitario e al servizio mensa. Una volta assicurate le borse di studio, bisognerà pensare al volo aereo, questa è già un’altra pagina della storia.
Anche se la missione di PRIMAGLIULTIMI è quella di promuovere l’inclusione sociale dei giovani migranti africani presenti sul nostro territorio, di aiutarli ad avere una vita dignitosa e ricevere un’istruzione adeguata, penso che sostenere gli studenti di St. Lalibela Secondary School di Lalibela che attraverso lo studio vogliono costruire un futuro diverso per loro stessi e per la loro comunità sia un atto di solidarietà in linea con i nostri obiettivi.

Spese affrontate per la realizzazione degli obiettivi fissati:

650 euro per l’istituzione di 5 borse di studio destinate agli studenti/studentesse più meritevoli dell’anno in corso e sostegno agli studi di uno studente privo di risorse economiche, ma desideroso di intraprendere gli studi superiori.

600 euro per l’acquisto dei materiali necessari per il collegamento in rete delle postazioni dell’aula informatica e per il potenziamento dell’infrastruttura digitale.