Minori stranieri non accompagnati, arrivano i primi aiuti per i tutori volontari

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E’ stato pubblicato il decreto, a quasi tre anni dalla legge (fine dicembre 2019), che prevedeva un intervento economico (un milione di euro l’anno in tutta Italia) in favore dei tutori volontari di minori stranieri non accompagnati, msna in sigla.

Ora arrivano piccoli aiuti – Tre in particolare le misure previste in favore di questi volontari che svolgono un ruolo di tipo genitoriale nei confronti di minori arrivati da soli nel nostro territorio e che necessitano di molteplici interventi: per avere i documenti, per essere indirizzati e sostenuti nella formazione e nella ricerca del lavoro, per non lasciarli soli dinanzi ai tanti problemi che devono affrontare in una terra straniera e senza alcun punto di riferimento familiare.

Rimborsi per assenza dal lavoro. Il provvedimento prevede rimborsi pari al 50 per cento per i permessi di lavoro retribuiti, presso aziende private, che necessitano al tutore per lo svolgimento delle sue funzioni. Questa somma viene erogata al datore di lavoro che a sua volta la gira al dipendente. Sino ad ora le assenze dal lavoro non godevano di alcuna retribuzione. La richiesta di permesso retribuito va presentata al datore di lavoro, corredata dal nulla osta del Tribunale dei minorenni competente, dopo avere valutato la necessità dell’intervento o della prestazione a favore del minore. Il contributo può essere erogato sino ad un massimo di 60 ore l’anno. Il relativo modulo per presentare l’istanza, come anche quelli per ottenere gli altri contributi, è scaricabile dalla Gazzetta ufficiale della Repubblica del 19 settembre scorso.

Rimborsi per spese di viaggio. Le spese per l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, su richiesta motivata e documentata dall’interessato, per lo svolgimento dei compiti previsti dalla tutela, sono interamente rimborsabili. In caso di utilizzo di un mezzo diverso da quello pubblico, l’importo rimborsabile è determinato in base al tasso chilometrico calcolato sui massimali previsti dall’Aci.

Contributo forfettario. Alla fine del mandato, il tutore può chiedere al Tribunale per i minorenni, con allegata una relazione corredata dell’attività svolta, la cosiddetta “equa indennità” sino ad un importo massimo di 900 euro. Questo quando è possibile dimostrare che nell’esercizio della tutela sono state svolte attività straordinarie, caratterizzate da particolare complessità e onerosità.

A chi presentare le istanze. Le istanze per i rimborsi vanno presentate, su appositi moduli allegati al decreto pubblicato nella citata Gazzetta, alla Prefettura che ne verifica la legittimità. E se è tutto a posto segnala al Ministero dell’Interno il fabbisogno economico necessario. Questi procede all’approvazione nei limiti delle risorse disponibili, che saranno poi erogate all’interessato dalla Prefettura. Le istanze devono essere corredate da attestazione del Tribunale dei minorenni che le autorizza e da una dichiarazione del responsabile dove il minore è ospitato, che dovrà dichiarare di non aver sostenuto le spese per le quali il tutore richiede il rimborso.

Il commento del garante regionale. “Si tratta di un primo passo importante – dice il professore Giuseppe Vecchio garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza – ma che andrebbe aggiustato ed integrato in alcune parti”. La misura economica da sola, tra l’altro esigua e un po’ farraginosa nella sua attuazione, non può bastare. Considerato che si tratta di un lavoro di grandissima importanza per i minorenni stranieri, occorrono interventi che sgravino i tutori volontari da una serie di adempimenti che richiedono molto tempo e fatica.

Nel caso dei rimborsi per le assenze dal lavoro, il garante evidenzia che al momento l’aiuto viene previsto per i tutori dipendenti dalle aziende private. Restano fuori i dipendenti delle amministrazioni pubbliche e i lavoratori autonomi. La procedura resta un po’ farraginosa in quanto la richiesta deve avere prima l’approvazione del Tribunale e nei casi di urgenza salta tutto il meccanismo e in quelli normali si allungano i tempi. Passaggi tra Prefettura e Tribunali ci sono anche per gli altri tipi di rimborso. Per quanto riguarda gli altri contributi sono tagliati fuori anche i tutori pensionati.

“E poi serve trovare – aggiunge Vecchio – una omogeneizzazione dei criteri di valutazione fra i vari Tribunali che nel decreto non c’è. Per questo ho scritto loro invitandoli a valutare l’opportunità di stabilire criteri validi per tutti”. Insomma un passo avanti, ma tanti altri restano ancora da fare”.

Dida: il garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Giuseppe Vecchio

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